
E’ ancora molto elevata la concentrazione proprietaria delle società italiane quotate in Borsa: nell’83 per cento dei casi sono controllate da azionisti praticamente unici. E’ quanto emerge dal rapporto della Consob sulla corporate governance delle società quotate: nel 2014 l’83 per cento delle società italiane quotate risultava controllato o da un azionista detentore di una partecipazione superiore al 50 per cento (116 società su 238) , o da un azionista in grado di esercitare un’influenza dominante (51 casi), o da una coalizione di azionisti ( 32 casi). Si riduce invece il peso dei meccanismi di separazione tra proprietà e controllo: a fine 2014 apparteneva a gruppi piramidali o alla parte verticale di gruppi misti il 19 per cento delle imprese a fronte del 38,5 nel 1998, mentre la relativa capitalizzazione è passata dal 78 al 61,5 per cento.
Dal rapporto si ricava anche che è cresciuta la presenza di fondi esteri nelle società quotate a piazza Affari: a fine 2014 erano azionisti dipeso in 71 imprese, vale a dire circa il 30 per cento dei gruppi presenti in Borsa, mentre nel 2009 avevano partecipazioni soltanto in 47 società. I dati più recenti segnalano anche che investitori istituzionali, in prevalenza stranieri, sono presenti nella maggioranza delle società del Ftse Mib, il listino delle 40 «big» di Piazza Affari, e del Mid Cap.
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