
Ancora una volta è toccato a Mario Draghi tentare di dare la scossa e non solo di stendere una rete di sicurezza sotto i mercati europei e l'economia dell'Unione, a cominciare da quella dell'Italia. Nell'ultima riunione, la Banca centrale europea aveva chiarito, prendendo una decisione all'unanimità, che è pronta a varare nuove misure in marzo per far ripartire un’inflazione schiacciata dal crollo del petrolio e che non intende, perché non lo ritiene necessario, chiedere nuovi rafforzamenti di capitale alle banche. Ma le parole non sono bastate, soprattutto tenendo conto delle fortissime ed ormai esplicite resistenze tedesche. Così, intervenendo di nuovo di fronte al Parlamento europeo, il presidente della Bce ha dovuto rincarare la dose, chiarendo che l'economia langue, l'inflazione non si muove di un millimetro e dunque dopo la cura da dcavallo ce ne vorrà una da bisonte. Traduzione: le misure che verranno prese a marzo non saranno così leggere.
«I rischi al ribasso per l’area euro - aveva detto Mario Draghi al termine della riunione del Consiglio direttivo della Bce (in allegato il testo dell'Introductory statement) - sono aumentati nel nuovo anno per l’incertezza nei Paesi emergenti, la volatilità sui mercati finanziari e l’instabilità geopolitica. Questo crea pressioni al ribasso sull’inflazione: sarà quindi necessario rivedere ed eventualmente riconsiderare la nostra posizione di politica monetaria nel nostro prossimo incontro ai primi di marzo».
L'economia non si riprende, l'inflazione rimane troppo bassa, ha confermato Mario Draghi lunedì 1 febbraio di fronte ai parlamentari europei (leggi l'intervento in allegato). La frase di fatto è la stessa. Di diverso e più forte c'è quanto è accaduto sui mercati che dopo un primo momento hanno mostrato sfiducia verso l'Europa, con le borse dei diversi Paesi che hanno messo a segno ribassi assai consistenti. L'annuncio che a marzo verranno prese misure adeguate ha assunto dunque un'altro significato e un altro spessore.
Quando il 10 marzo lo staff degli esperti della Bce diffonderà le nuove stime sull'inflazione, che saranno molto probabilmente riviste al ribasso, Mario Draghi potrebbe dunque far scattare misure adeguate alla sfida potendo piegare le resistenze di coloro che in nome di un'austerità dettata più dall'ideologia che dalla razionalità pigia ogni volta il piede sul freno.
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