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Rapporto Istat sulla competitività dei settori produttivi: l'Italia migliora ma i problemi restano molto pesanti.

24/02/2016
L’andamento degli occupati nel 2015, misurato dalle stime mensili dell’indagine campionaria sulle forze di lavoro, mostra una fase di crescita significativa, seguita, tuttavia, da un ripiegamento dell’occupazione complessiva dall’autunno in un contesto di progressiva riduzione della disoccupazione, soprattutto giovanile. Leggi il rapporto integrale.

"Alla ripresa del ciclo economico si è accompagnata quella del mercato del lavoro. L’andamento degli occupati nel 2015, misurato dalle stime mensili dell’indagine campionaria sulle forze di lavoro, mostra una fase di crescita significativa, seguita, tuttavia, da un  ripiegamento dell’occupazione complessiva dall’autunno in un contesto di progressiva riduzione della disoccupazione, soprattutto giovanile". lo scrivono i tecnici dell'Istat nel Rapporto 2016 sulla competitività dei settori produttivi. "La debolezza dei livelli complessivi di occupazione, per lo più femminile, nell’ultimo scorcio dello scorso anno deriva da tendenze differenziate per posizione professionale e caratteristiche d’impiego. Nel periodo ottobre-dicembre 2015 i dipendenti aumentano dello 0,2 per cento (+36mila unità) rispetto ai tre mesi precedenti. La crescita è determinata dai dipendenti a tempo indeterminato (+0,5 per cento, pari a +67mila individui), mentre calano quelli a termine (-1,3 per cento, -31mila unità). Nello stesso periodo gli indipendenti diminuiscono dell’1,1 per cento (-62mila). La dinamicità dell’occupazione dipendente ha sostenuto la crescita complessiva dell’occupazione anche in termini tendenziali, e non solo nella congiuntura recente: rispetto a dicembre 2014, nell’ultimo mese del 2015, a fronte di una crescita dell’occupazione complessiva dello 0,5 per cento (+109mila unità), i dipendenti crescono dell’1,5 per cento (+247mila), mentre gli indipendenti diminuiscono del 2,5 per cento (-138mila). Tra i dipendenti, quelli permanenti aumentano dello 0,9 per cento (+135mila) e quelli a termine del 4,9 per cento (+113mila)".

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