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L'Ue allenta le redini, ma il debito resta una palla al piede

18/05/2016
In allegato la lettera di Moscovici a Padoan e il testo delle raccomandazioni dell'Ue nei confronti di tutti i Paesi

L'unione europea, alle prese con il rischio Brexit, i sussulti provocati dal problema migranti, la stada di damocle del terrorismo dei fanatici e una guerra appena al di là dei propri confini, non vede ancora una vera ripresa dell'economia e finalmente ha accettato di allentare un poco le briglie dell'austerità, pur senza dirlo, né riconoscerlo ufficialmente.

Per l'Italia questo significa il benestare a una flessibilità da 13,5 miliardi per il 2016 e il deficit all'1,8 per cento per il 2017. La Commissione Ue chiede però che i proventi da privatizzazioni vengano utilizzati per ridurre il debito pubblico e che tra il 2016 e il 2017 il deficit statale venga ridotto di 0,6%. «Spostare l'imposizione fiscale dalla produzione al consumo e alla proprietà».

Un poco di ossigeno per fare la legge di stabilità e utilizzare qualche risorse per dare fiato all'economia. Ma attenzione: il futuro non appare pieno di altre, grandi occasioni e il debito pubblico resta troppo alto in Italia per dormire sugli allori. Se ci trovassimo di fronte a una nuova turbolenza finanziaria (probabilmente basterebbe la vittoria di Brexit al referendum britannico), il debito sarebbe per l'Italia come un'incudine legata al piede in mezzo all'oceano. In allegato la lettera di Moscovici a Padoan e il documento integrale dell'Ue per tutti i Paesi. 

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