
Nel secondo trimestre del 2016 l'occupazione complessiva è cresciuta in modo sostenuto rispetto al trimestre precedente (+0,8 per cento, 189 mila unità), con una dinamica positiva che, con diversa intensità, ha riguardato tutte le tipologie: i dipendenti a tempo indeterminato (+0,3 per cento), quelli a termine (+3,2) e gli indipendenti (+1,2). Lo certifica l’Istat nella periodica rilevazione sul mercato del lavoro.
A livello territoriale, l'aumento è stato maggiore nel Mezzogiorno (+1,4 per cento) in confronto al Centro (+0,8) e al Nord (+0,6).
Il tasso di occupazione è cresciuto di 0,5 punti percentuali, soprattutto per i 15-34enni (+0,8 punti) e per i 50-64enni (+0,6 punti). Le tendenze più recenti, misurate dai dati mensili relativi a luglio 2016, hanno mostrato, al netto della stagionalità, un'interruzione della tendenza positiva registrata nei quattro mesi precedenti, con un calo degli occupati concentrato nella componente indipendente, a fronte di una sostanziale stabilità dei dipendenti.
Rispetto al secondo trimestre del 2015, vi è stata una crescita complessiva di 439 mila occupati; un aspetto rilevante dell'espansione occupazionale è stato dato dalla significativa crescita degli occupati giovani di 15-34 anni (+223 mila su basa annua) che si affianca al perdurante incremento degli over 50. La crescita è risultata più accentuata per i dipendenti, sia a tempo indeterminato (+308 mila) sia a termine (+72 mila), ma è tornato ad essere interessare, secondo quanto ha sottolineato l’Istat, anche il lavoro indipendente, esclusivamente tra gli autonomi senza dipendenti.
Nello stesso periodo è calato anche il numero degli inattivi, soprattutto per la componente degli scoraggiati.
Il tasso di disoccupazione, dopo la stabilità congiunturale dei due trimestri precedenti, è diminuito in lieve misura (-0,1 punti) rispetto al trimestre precedente e di 0,6 punti rispetto allo stesso trimestre del 2015 con un calo tendenziale di 109 mila disoccupati.
La maggiore partecipazione dei giovani al mercato del lavoro, ha segnalato l’Istat, è stata testimoniata anche dalla diminuzione tendenziale (-252 mila) della componente delle persone Not in Education, Employment or Training (Neet).
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