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Lo “smart welfare” di Pieve di Cento: un modello virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato.

08/10/2014
Grazie a un accordo di collaborazione nell’ambito dell’iniziativa Ultranet del Piano Telematico, il Comune ha messo a disposizione gratuitamente le proprie tubazioni per la posa delle infrastrutture di rete, la società Nexus ha investito nel cablaggio in fibra ottica, Lepida ha reso disponibile la propria rete, ha fornito all’impresa banda interconnessa ai punti principali in Europa e aiutato il Comune nella scelta strategica e semplificazione amministrativa. Si tratta di un’operazione a costo zero per il Comune resa possibile dalla collaborazione tra Istituzioni e operatori locali.

Di come e quanto le attività proprie dell’Agenda Digitale possano fornire un contributo significativo alla crescita si dice e scrive molto. Il neo presidente della Commissione Europea Juncker ha recentemente ribadito come investire sulla banda larga possa aumentare la crescita del prodotto dell'1-1,5% per ogni 10 punti percentuali in più di infrastruttura posata. La presidente della Camera Laura Boldrini, rilevando come il pieno ingresso nell’età digitale sia uno dei fattori essenziali per la modernizzazione del Paese, ha sottolineato l’importanza di ridurre il divario digitale attraverso l’inclusione delle aree del territorio meno servite ma anche tramite l’alfabetizzazione delle fasce sociali più deboli.

In Emilia-Romagna, l’accesso alla rete è considerato uno dei diritti fondamentali del cittadino. Per garantirlo al meglio, la Regione ha definito un piano di digitalizzazione del territorio avviato oltre un decennio fa e mirato a garantire la piena connettività alla Pubblica Amministrazione, ai cittadini e alle imprese.

Il progetto, costruito con una visione di lungo respiro, si è articolato in cinque linee guida, che descrivono e riconoscono i diritti fondamentali del cittadino digitale:

  • Il diritto di accesso alle reti tecnologiche, inteso come lotta al digital divide
  • Il diritto di accesso all’informazione e alla conoscenza, concepito come contrasto al knowledge divide;
  • Il diritto di accesso ai servizi alla persona e alle imprese, ovvero la fornitura di servizi omogenei e unificati ai cittadini, alle imprese e agli assistiti;
  • Il diritto di accesso ai dati, inteso come affermazione del principio della trasparenza e degli open-data;
  • L’intelligenza diffusa nel territorio urbano, concepita come un modello di riferimento basato sull’integrazione tra infrastrutture e servizi per migliorare la qualità della vita.

Alcuni risultati di questo processo, i più emblematici, sono facilmente identificabili: tutti i cittadini sono raggiunti dalla banda larga a 2 Mbps, 2.100 punti delle pubbliche amministrazioni sono direttamente collegati in fibra ottica, la copertura in banda ultra larga a 30 Mbps è pari al 25,6%, il 63% della popolazione usa regolarmente Internet (+7% rispetto alla media nazionale), 180 scuole sono connesse in fibra ottica attraverso la rete Lepida, 269 Comuni su 340 hanno attivato almeno un wi-fi pubblico, oltre 70.000 fascicoli sono stati attivati nel sistema regionale per la gestione del Fascicolo Sanitario Elettronico, è stato avviato un piano gratuito di alfabetizzazione informatica che ha coinvolto oltre 12.000 persone con quasi 900 corsi e con preponderante presenza femminile (61%), in maggioranza over 60 (59%) e con una forte rappresentanza di casalinghe e pensionati (66%).

Un tema aperto e molto caro alla Regione, anche nella prospettiva segnalata dal Presidente Boldrini, è quello delle nuove marginalità che l’evoluzione tecnologica e il relativo utilizzo rischiano di produrre.

In questa direzione, e quindi per contrastare questo rischio, va il progetto #Pieveloce. Grazie a un accordo di collaborazione sottoscritto nell’ambito dell’iniziativa Ultranet del Piano Telematico emiliano-romagnolo, a partire dalla scorsa primavera è cominciata la copertura in banda ultra larga del comune di Pieve di Cento in provincia di Bologna

Questo piccolo comune dell’Emilia Romagna di quasi 7 mila abitanti, che figura tra quelli colpiti dal sisma del 2012, si prepara a colmare il gap grazie a una partnership pubblico-privata tra tre soggetti: il Comune, l'operatore locale privato Nexus, e Lepida SpA, la società in house della Regione per le telecomunicazioni e i servizi online della rete della pubblica amministrazione.

Nel dettaglio, il Comune ha messo a disposizione gratuitamente le proprie tubazioni per la posa delle infrastrutture di rete, la società Nexus ha investito nella realizzazione del cablaggio in fibra ottica, Lepida ha reso disponibile la propria rete, ha fornito all’impresa banda interconnessa ai punti principali in Europa e ha supportato il Comune nella parte di scelta strategica e semplificazione amministrativa, con ausili tecnologici e progettazione, per costruire l’infrastruttura ottica.

Si tratta di un’operazione a costo zero per il Comune resa possibile dalla collaborazione tra Istituzioni e operatori locali.

Entro la fine dell’anno l’intero territorio comunale sarà coperto da una nuova tecnologia di connessione ad alta velocità, tecnicamente chiamata FTTH (Fiber To The Home) che al momento garantisce le più alte performance di navigazione possibili, consentendo alla fibra ottica di arrivare direttamente all'utenza, senza intermediazioni di altre tecnologie.

La copertura del centro storico ad oggi è già terminata, con l'attivazione di 20 linee ed oltre 70 in lavorazione.

Forte di questi risultati, ora Pieve di Cento inaugura anche le tariffe sociali, per ridurre il gap tra generazioni e classi sociali e per consentire anche alle famiglie in condizioni disagiate e agli anziani di avere a disposizione la banda ultra larga per la connessione veloce alla rete. L’offerta messa a punto da Nexus riguarda due tipologie di utenza in particolare: gli over 70 e le persone disabili. Per entrambe, sarà possibile sottoscrivere abbonamenti mensili a partire da 19 euro per una linea Internet 10Mb.

A oltre due anni dal terremoto, il paesino del Bolognese che ha subito danni ingentissimi al proprio patrimonio artistico e culturale diventa così un modello da replicare in tutte le cittadine di piccole dimensioni della regione.

Dall’ultimo rapporto Istat emerge che in Italia persistono differenze sociali e generazionali nell’accesso ai beni e ai servizi tecnologici. Basti pensare, ad esempio, che soltanto il 12,7% delle famiglie composte da soli anziani dispone di una connessione.

Con il modello attuato a Pieve di Cento la Regione Emilia Romagna, insieme ai Comuni, alla propria società in-house e agli operatori privati, intende non solo allargare la mappa del territorio coperto da infrastrutture veloci ma anche garantire l'accesso ai servizi in un’ottica di “welfare digitale”.

Una ulteriore tappa nella strada che da tempo la Regione ha intrapreso e che prevede di contemperare, in ogni policy regionale, obiettivi di competitività e di coesione.

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