
I prestiti alle società non finanziarie continueranno probabilmente a diminuire anche nel 2015, seppur con un'intensità progressivamente decrescente. Lo prevede la Banca d'Italia nel rapporto sulla stabilità finanziaria secondo cui «la contrazione dei mutui alle famiglie dovrebbe invece interrompersi già nel primo trimestre del prossimo anno». Secondo via Nazionale in Italia «i prestiti a famiglie e imprese hanno continuato a contrarsi a causa della debolezza della domanda di credito e di un aumento dei fattori di rischio, un contesto dove a soffrire sono soprattutto le piccole e medie imprese», perché mentre «le aziende di maggiore dimensione stanno aumentando fatturato e redditività», tra quelle più piccole «le condizioni economiche e finanziarie restano difficili pur in presenza di una graduale riduzione del debito». E queste difficoltà si riflettono sulle condizioni di accesso al credito.
Le previsioni contenute nel rapporto sulla stabilità finanziaria si sposano con i dati puntuali delle rilevazioni statistiche di Bankitalia sui bilanci delle aziende di credito. A settembre il credito bancario è risultato ancora in contrazione (anche se la flessione rallenta) e le sofferenze sempre in aumento. In dettaglio, a settembre i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, hanno registrato una contrazione su base annua del 2,3 per cento (-2,5 per cento ad agosto). Le sofferenze - senza correzione per le cartolarizzazioni ma tenendo conto delle discontinuità statistiche – hanno fatto registrare un tasso di crescita del 19,7 per cento sullo stesso mese dell'anno scorso, mentre ad agosto l'incremento era stato del 20%.
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