

A Linate c’è fame di slot. A Malpensa i vettori continuano a fare fatica. Ma soprattutto: perché non si pensa a portare i servizi più vicini alle aree produttive dove più forte è la domanda di trasporto aeroportuale, attrezzando gli aeroporti di Montichiari e di Ghedi? L’idea nasce da un’analisi compiuta da Esselunga a metà dello scorso anno. E se si seguono dati e riflessioni che ne sono alla base dimostra di meritare almeno un approfondimento.
L’analisi di Esselunga prende le mosse dalla necessità di un migliore e diretto collegamento con il mondo di una delle quattro aree più produttive d’Europa, insieme al Baden-Württemberg, al Soth-East Uk, all’Île-de-France. C’è l’aeroporto di Malpensa, ma per la sua collocazione, perché poco accessibile (“Autostrada per Varese spesso intasata, collegamento del Malpensa Express poco fruibile”), per come è stato concepito e realizzato, secondo Esselunga, non risponde come dovrebbe alla quantità e alla qualità della domanda di trasporto di Milano, “capitale della finanza, della moda, del design, della lirica, delle fiere, di istituti di ricerca…E di Brescia, la città industriale più importante d’Italia”.
Dal punto di vista del trasporto cargo, per esempio, il Nord Italia produce 1.200.000 tonnellate di merci l’anno da spedire nel mondo, ma “da Malpensa ne partono appena 430 mila e altre 150 mila da Fiumicino”. Mentre “altre 600 mila partono via Camion per la Germania per essere spedite via cargo da là”. Insomma, la domanda c’è, ma nel piano Trasporti del ministro Lupi si pone solo il suggello sulla situazione esistente.
Da qui l’idea di una possibile, diversa soluzione. Cominciando dall’utilizzare meglio Malpensa e dal far tornare Linate “l’aeroporto dei voli con l’Europa”, ma soprattutto, considerato che la domanda di trasporto aereo del Nord sarà fortemente in crescita, dal trovare un hub adeguato a Est di Milano, dove si concentra e sempre più si concentrerà la domanda. E a Est di Milano c’è un area di 44 chilometri quadrati a destinazione aeroportuale (gli aeroporti di Montichiari e di Ghedi), per larga parte già di proprietà dello Stato, servita da due autostrade (Torino-Venezia e Torino-Brescia, oltre alla Brebemi), dall’alta velocità (Torino-Trieste) e facilmente collegabile con i poli di Orio al Serio e di Linate.
Un’idea diversa, dunque, dal piano trasporti. Ma che merita di essere almeno studiata.
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