
Tutte le indagini e le statistiche sul turismo indicano, direttamente e indirettamente, che la crisi ha colpito duramente i cittadini con minori disponibilità di reddito, costretti a fare vacanze sempre più brevi e per lo più in Italia, toccando poco le abitudini dei più abbienti. E che in ogni caso si spende sempre di più per viaggiare, in Italia e all’estero.
Basti pensare agli ultimi dati Istat (“Viaggi e vacanze in Italia e all’estero”): sono diminuite le vacanze brevi (-23,6% e -21,2% in termini di pernottamenti), mentre i viaggi per vacanza lunga (29,9 milioni) e quelli effettuati per motivi di lavoro (8,2 milioni) sono rimasti sostanzialmente invariati (anche in termini di pernottamenti). E non solo: il calo è stato registrato tra i viaggi in Italia (-15,2%), che rappresentano oltre i tre quarti del totale, mentre quelli all’estero sono cresciuti di numero (+19,7%), a seguito della crescita dei viaggi di lavoro nei paesi dell’Ue (+23,8%).
Se questi dati si incrociano con le ultime rilevazioni della Banca d’Italia si ha un quadro completo. Nel periodo gennaio-novembre 2014 le spese dei viaggiatori stranieri in Italia, pari a 32.560 milioni, sono aumentate del 3,5%; quelle dei viaggiatori italiani all'estero, per 20.151 milioni, sono cresciute del 5,9%.
Così l’Italia del turismo sta lentamente perdendo posizioni. Mentre proprio il turismo può essere un fattore determinante per la crescita economica ed occupazionale. In particolare il turismo internazionale ha grandi potenzialità di crescita, e l’Italia può fare sicuramente di più e meglio.
Per intercettare i flussi turistici internazionali che continuano a crescere bisognerebbe accelerare la riforma dell’Enit, trasformato dalla Legge Art Bonus del 2014 in “Ente pubblico economico”. Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini, rispondendo ad una interrogazione parlamentare, ha parlato di una "riflessione in corso su una ipotetica fusione tra Ice e Enit". L’eventuale fusione tra ICE ed Enit può essere un progetto molto ambizioso che va nella giusta direzione: un “super istituto” per la promozione internazionale dell’Italia, che coinvolga MISE, MIBACT e MAE, frutto dell’integrazione delle competenze dell’Ice e dell’Enit.
Potrebbe essere un segnale importantissimo per il nostro Paese. Ma i tempi e la velocità di questo percorso sono fondamentali. E’ importante che l’Italia possa contare presto su una struttura specializzata per la promozione delle nostre eccellenze all’estero, anche perché da diversi mesi l’Enit commissariato vive una situazione di indeterminatezza e tutto questo avviene proprio a pochi mesi dall’apertura dell’Expo 2015.
La fusione ICE-Enit e la modifica del Titolo V della Costituzione, rappresentano iniziative molto importanti per il turismo italiano. Se andranno in porto, l’Italia ha tutte le possibilità di recuperare terreno a livello internazionale, agganciare i mercati turistici emergenti e consolidare quelli tradizionali.
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