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OECD Skills Outlook 2015

27/05/2015
Dossier Ocse sull'occupazione giovanile

Tra i Paesi dell'area Ocse, l'Italia è l'ultimo in tema di occupazione giovanile. Il 52,8% dei giovani tra i 25 e i 29 anni ha un'occupazione, contro una media pari nell'area al 73,7%. E' quanto emerge dal rapporto dell’Ocse, che evidenzia come in Italia il 17% dei giovani lascia la scuola secondaria senza avere conseguito un diploma ed è la percentuale più alta dopo quella spagnola. Il 60% di questi giovani ha scarse competenze matematiche, mentre tra i giovani che completano la scuola superiore, è il 30% ad avere scarsa dimestichezza con i numeri. Nel nostro Paese, inoltre, aumentano anche i giovani inattivi, i cosiddetti "Neet", che rappresentano il 18% circa dei giovani che hanno concluso un'istruzione professionale. Nel 2013 sono arrivati al 26,09% degli under 30, quarto dato più elevato tra i Paesi Ocse con un incremento di 5 punti percentuali rispetto al 2008. Gli inattivi sono più diffusi, però, tra i giovani che si sono fermati alla scuola dell'obbligo (il 50% del totale dei Neet), ma c'è anche un 10% con la laurea e il restante 40% ha il diploma secondario. L'Italia è anche il Paese con la percentuale più bassa di giovani che associano studio e lavoro: solo il 10%. Secondo il Rapporto, il nodo di fondo è la scarsa occupabilità dei giovani, perché magari non hanno le competenze richieste dal mercato del lavoro o non possono usarle in modo produttivo.

Per sapernè di più, consulta OECD Skills Outlook 2015 - Dossier Ocse sull'occupazione giovanile, pubblicato il 27 maggio 2015.

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