
Pur in presenza di una ripresa economica ancora modesta, emergono interessanti segnali di vitalità sia per quanto riguarda lo stock complessivo di occupati (il cui aumento però deriva in gran parte dai rapporti a tempo determinato) che relativamente ai flussi di nuove assunzioni (con un profilo marcatamente crescente di quelle a tempo indeterminato) e ai saldi assunzioni-cessazioni.
I dati sui flussi evidenziano un peso significativo dell’effetto-sostituzione dei contratti di collaborazione e di apprendistato (e, in misura minore, di quelli a tempo determinato) con rapporti di lavoro a tempo indeterminato.
Naturalmente, è ancora presto per esprimere un giudizio compiuto sull’efficacia del Jobs Act: gli incentivi per i contratti a tempo indeterminato sono in vigore da inizio anno, mentre il contratto a tutele crescenti ha preso le mosse a inizio marzo.
Saranno i prossimi mesi a dirci se queste tendenze positive si consolideranno, giustificando l’enorme sforzo in termini di risorse profuso dal governo per favorire una nuova centralità del contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato.
In allegato potete scaricare e leggere le note di Antonio Misiani Osservatorio Jobs Act: primo trimestre 2015, primi (timidi) segnali positivi.
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