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L'Inps di Boeri certifica che la crisi e le misure di austerità hanno prodotto povertà, e una forte crescita della disuguaglianza

08/07/2015
Il presidente dell'Inps ha voluto sfidare gli altri Paesi europei a dimostrare la sostenibilità del proprio sistema previdenziale, come fa l'Italia.

La crisi economica che dal 2008 ad oggi ha colpito tra gli altri l’Italia, e le misure di austerità imposte dalle diverse autorità per contenere deficit e debito pubblico, in ossequio ai dettami sbagliati dell’ordoliberismo, hanno lasciato dietro di sé, anche in Italia, una lunga scia di povertà aggravando e peggiorando le condizioni dei più deboli: in cinque anni la quota totale di persone povere è aumentata di 7 punti percentuali fino a raggiungere il 25 per cento della popolazione, ovvero 15 milioni di persone.

Lo ha certificato l’Inps nel Rapporto annuale 2014 presentato dal nuovo presidente Tito Boeri. Non solo. Il 10 per cento più povero della popolazione ha sperimentato, tra il 2008 e il 2013, una contrazione reale del proprio reddito vicina al 30 per cento. E nello stesso periodo la diseguaglianza dei redditi è cresciuta a tassi davvero sostenuti: l'indice che la misura è cresciuto del 39 per cento tra il 2008 e il 2013 (da 0,21 nel 2008 a 0,32 nel 2013). Questo trend sulla povertà si è intrecciato ovviamente con l'andamento dell'occupazione. Dal 2008 al 2014 sono stati persi circa 800 mila posti di lavoro. E' tra i disoccupati dunque che il rischio di povertà è aumentato; soprattutto tra gli over 50, età in cui il numero dei senza lavoro è triplicato nell'arco di 6 anni.

Se si voleva una dimostrazione di quanto la crisi e le misure congiunturali che l’hanno fatta avvitare hanno prodotto Boeri l’ha data. E in questa ottica ha voluto sfidare tutti gli altri paesi a dimostrare la sostenibilità del loro sistema previdenziale: "Documentate, come da oggi farà l'Inps, che il vostro sistema pensionistico è sostenibile come in Italia" ha detto Boeri concludendo il proprio intervento alla presentazione alla Camera del rapporto Inps. L'Italia tramite l'Inps mostra infatti "non solo le proiezioni della spesa pensionistica tra 20, 30 o 50 anni, ma anche l'intera distribuzione delle pensioni per l'importo in quelle date future. La sostenibilità sociale di un sistema pensionistico - ha concluso - conta non meno di quella finanziaria".

 

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