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Brenno in Parlamento

11/04/2018
Guai ai vinti!

Il neo Presidente della Camera Fico ha avviato l'istruttoria per il "taglio" dei vitalizi, compresi quelli in essere, punto cardine dell'obbiettivo di riduzione dei costi della politica. Gli altri partiti tacciono per evitare attacchi. Anche il silenzio dei mezzi di informazione è assordante. Ma la questione suscita problemi. La prima questione riguarda la loro natura: si tratta di una pensione, o di una garanzia d'indipendenza per evitare che i parlamentari, pensando alla necessità di un ricollocamento futuro, subiscano l'influenza di interessi e lobbies potenti? Se è una pensione, perché si ritiene possibile intervenire solo su quelle dei parlamentari e non sulle altre? Si sostiene che i vitalizi siano più elevati del valore attuariale dei contributi versati. Ciò è vero per quelli relativi a una permanenza limitata in Parlamento, mentre per i parlamentari di lungo corso si verifica il contrario, realizzando un meccanismo di solidarietà interno al sistema.

Ma se si vuole applicare retroattivamente il contributivo, perché limitarsi agli ex parlamentari, visto che nella stessa situazione si trovano altre categorie: agricoltori, commercianti, artigiani, dirigenti, giornalisti, militari, poliziotti, gran parte degli statali? E forse non ci sarebbero neppure i risparmi auspicati visto che gli ex parlamentari hanno pagato le imposte al lordo e non al netto dei contributi, e pagano uno specifico contributo per la reversibilità. Ci vorrebbe poi un intervento coordinato Camera-Senato, per evitare che, come accaduto lo scorso anno, l'Ufficio di Presidenza della Camera introduca un contributo di solidarietà (che in realtà tale non è) per i vitalizi più elevati, e il Senato no. Sicchè oggi gli ex deputati sono trattati peggio degli ex senatori.

E poi ci sono gli aspetti di costituzionalità. La Corte finora ha consentito l'intervento sulle pensioni in essere solo nel caso di contributi di solidarietà temporanei utilizzati all'interno del sistema. E' possibile che il Parlamento non tenga conto della Corte? C'è chi lo sostiene, appellandosi al principio di autodichia, e anzi ritiene che basterebbe una decisione dell'Ufficio di Presidenza delle Camere senza passare dall'Assemblea: gli ex parlamentari non avrebbero cioè diritto alla tutela costituzionale. Potrebbero solo ricorrere all'Organo giurisdizionale interno, eletto tra i membri delle Camere e quindi controllato dalla maggioranza. Il che significa che essendoci oggi un "cambio di regime", i "vinti" come ai tempi di Brenno, sarebbero alla totale mercè dei vincitori. Il taglio dei soli vitalizi sembra dunque ingiustificata, anzi odiosa, proprio dal punto di vista dell'equità. E senza che ciò susciti scandalo. A ben vedere, è questo l'aspetto più inquietante.

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