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Le posizioni di Savona possono crearci dei problemi.

24/05/2018

Intervista a Vincenzo Visco, pubblicata oggi sul Corriere della Sera, di Mario Sensini.

Professor Vincenzo Visco, è preoccupato dal nuovo governo, dall'arrivo di Paolo Savona all'Economia?
«La persona ha tutte le caratteristiche e la credibilità per fare il ministro del Tesoro. Ma ha due problemi non da poco. Applicare un programma di governo che lui sa bene essere inattuabile nelle condizioni attuali, confrontarsi con l'Europa avendo Lega e M5S che prospettano una soluzione pericolosissima, l'uscita dall'euro».

Anche Savona è diventato molto critico sulla gestione della moneta unica.
«Lui è stato il principale collaboratore di Carli, l'uomo del Trattato di Maastricht, è stato ministro con Ciampi, ha condiviso l'impostazione della moneta unica. Poi, come La Malfa e altri keynesiani non di sinistra ha cominciato a contestare il modo con cui l'Europa gestiva l'euro».

Per la verità lo ha fatto anche lei, che con Ciampi e Prodi è uno dei tre responsabili dell'ingresso nella moneta unica.
«L'Europa di oggi non è certo quella che avevamo immaginato allora. Ma pensare, come fa Alberto Bagnai della Lega Nord, che si debba riconquistare la sovranità monetaria, magari in pieno conflitto con il resto d'Europa, è pericolosissimo. E poi c'è un altro rischio. Le posizioni di Savona sono, in modo radicale e suicida, antitedesche. Questo può creargli e crearci dei problemi».

Anche la Germania ha delle responsabilità, non crede?
«Qui nessuno ha fatto il suo dovere. Non lo abbiamo fatto noi, che ci eravamo impegnati a ridurre il debito e non l'abbiamo fatto. Né la Germania, attuando una politica nazionalistica, mercantilista, usando l'euro come un marco "svalutato" per esportare».

Non è un'autocritica un po' tardiva?
«Noi entrammo nell'euro per un motivo preciso, evitare il default. 11 punto vero è che i nostri governi, nelle ultime legislature, non hanno realizzato i rischi del mancato completamento dell'Unione monetaria. Renzi ha fatto cose stravaganti, ma in sostanza ha chiesto flessibilità di bilancio per sprecare i soldi. Abbiamo lasciato sola la Grecia senza dire una parola, non abbiamo fatto una proposta».

Per questo le elezioni hanno punito il Pd?
«Drammaticamente, sì. Invece di occuparsi della povera gente, il Pd pensava ad andare nei salotti».

Lega e M5S hanno vinto, e ora vogliono tagliare le tasse.
«Prima delle elezioni Savona chiedeva ai partiti di impegnarsi a non toccare le tasse per i prossimi cinque anni. Né alzarle, né ridurle. Era la cosa da fare, ma nel programma c'è scritta un'altra cosa. È un errore economico tagliare le tasse solo ai ricchi. Non c'è un grande beneficio per l'economia perché le tasse tagliate ai ricchi non finiscono in consumi, ma in gran parte sui risparmi. È una posizione da destra radicale. Neanche Trump l'ha fatto».

Lo farà Savona?
«Tutto può essere in questa fase di confusione, frustrazione e radicalizzazione. Mi ha sorpreso di più che il mio amico Giulio Sapelli fosse disponibile a fare il premier...».

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