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Alberto Improda

Il patent box in Italia

Punto per punto, tutti gli aspetti del nuovo regime fiscale che mira a rendere il mercato italiano maggiormente attrattivo per gli investimenti nazionali ed esteri, incentivando sia la collocazione in Italia dei beni immateriali allo stato detenuti all’estero da imprese italiane o estere sia il mantenimento dei beni immateriali in Italia, favorendo altresì gli investimenti sul territorio nazionale in attività di ricerca e sviluppo.

Il Patent box tra Ocse e Italia

Tra i due regimi sussiste una differenza di ordine “quantitativo” e una distinzione di natura “sostanziale”: il Patent Box OCSE si basa su una concezione piuttosto ristretta della conoscenza agevolabile, limitata alle cognizioni aziendali di carattere squisitamente tecnico; il Patent Box Italiano, di contro, si caratterizza per una visione più larga, fondata su una concezione della conoscenza esistente nell’impresa maggiormente estesa e omnicomprensiva.

Bene i programmi su Industria 4.0, ma perché abbiano davvero efficacia in Italia devono essere coniugati con la nostra cultura

Le produzioni industriali, nelle odierne dinamiche concorrenziali, per riuscire ad affermarsi sui mercati devono fare leva tanto sulla loro qualità intrinseca, vale a dire sulle oggettive caratteristiche tecniche dei beni oggetto dell’offerta, quanto sulla loro qualità estrinseca, vale a dire sulla percezione che di questi beni ha la platea della domanda. Affinché le imprese italiane possano affrontare con successo la concorrenza globalizzata, in altri termini, non è sufficiente che esse realizzino prodotti e servizi intrinsecamente di alta qualità, ma è necessario che siano anche percepiti come tali dai mercati. In questo quadro, il contributo alla qualità dei prodotti italiani che viene dalla riconoscibilità della nostra cultura e storia resta indispensabile anche sulla nuova frontiera di industria 4.0.