Home >> Autori >> Michele Rubbini

Michele Rubbini

Verso una Sanità Europea: spunti di riflessione per guardare avanti

L’Europa si appresta a ridefinire il proprio assetto anche in ambito clinico - scientifico proponendo documenti e norme che da un lato stimolano l’esercizio democratico della scelta libera, informata e consapevole dei cittadini, dall’altro tendono, nei fatti, a superare il concetto di Sistemi Sanitari Nazionali per fare posto ad un nuovo sistema di condivisioni e collaborazioni europee che stimolino la ricerca e la sua applicazione clinica

Esiste una sanità di sinistra? Sì. Bisogna passare dalla semplice contabilità alla salvaguardia (sostenibile) dei diritti

I Rapporti CERGAS 2013 e 2014 e OCSE 2014 testimoniano che la scelta di privilegiare la componente di contenimento nell’uso delle risorse, concretizzata dai tagli lineari, ha prodotto una sostanziale riduzione dei servizi e della loro qualità, aumentato le liste di attesa e o le migrazioni, riducendo le possibilità di cura dei cittadini prevalentemente nelle aree più disagiate del Paese.

Global Health: la sottile linea che divide la ricerca di un nuovo sviluppo del mondo dal neocolonialismo

Il rapporto del Segretario della WHO presentato in Marzo alla 68 Assemblea e gli assunti della “The Lancet Commission on Global Surgery”, lanciata in Aprile 2015, rilevano come si sia ampliato il gap tra Paesi sviluppati e quelli LMICs ( Low and Middle Income Countries) evidenziando come siano aumentati, di concerto, il livello di povertà di una parte consistente della popolazione mondiale prevalentemente residente in questi ultimi, unitamente a quello delle ineguaglianze nelle possibilità di accesso ai beni di primaria necessità così come ai servizi sanitari di qualità

Sanità, con i tecnici l'obiettivo è diventata solo la quantità della spesa e non il modo di utilizzarla. La politica deve ricominciare a programmare.

Nei più recenti deliberati della Commissione Europea, dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, della WHO e di altre istituzioni mondiali vengono costantemente rimarcati due grandi obiettivi: la riduzione della povertà e delle disuguaglianze. Negli stessi documenti si sottolinea come povertà e disuguaglianze incidano enormemente sulla salute, perché provocano difficoltà nell’accesso alla assistenza sanitaria. Per tale motivo viene indicata come meta irrinunciabile il Servizio Sanitario Universalistico, in base al concetto che una persona in stato di benessere, che quindi ha accesso a cure e servizi, ha un peso ( “burden” ) ben diverso sui bilanci statali poiché non consuma risorse ma al contrario ne produce, con la conseguenza che una contrazione della spesa sanitaria fine a sé stessa è da considerare non solo un attacco ai diritti della persona ma anche un vero e proprio errore strategico.

Un altro nuovo mondo. Una sanità a dimensione umana.

Le principali istituzioni internazionali, a cominciare da Oms, Ocse e Commissione europea, richiamano il valore della copertura sanitaria universale ( Universal Health Coverage), le ricadute positive che lo stato di benessere comporta sulla crescita economica, o, al contrario, gli effetti che la riduzione dei finanziamenti alla Sanità e la conseguente riduzione di accessibilità ai servizi di diagnosi e cura ha determinato negli strati più disagiati della popolazione. C'è bisogno di un ripensamento generale, di una nuova organizzazione basata su tre livelli di intervento.