Da quando nell’ottobre 2009 il premier socialista Papandreou annunciò un deficit più che doppio rispetto alle previsioni del precedente governo conservatore, la Grecia ha ricevuto un massiccio supporto finanziario da Eurozona e FMI (226,7 miliardi di prestiti erogati, a cui van aggiunto l’haircut del 53,5% applicato a 197 miliardi di euro di titoli detenuti da privati), condizionato all’attuazione di due severi programmi di aggiustamento dei conti pubblici (il primo nel maggio 2010 e il secondo nel marzo 2012). La “cura da cavallo” imposta alla Grecia dalla Troika UE-BCE-FMI – ben più dura di quelle somministrate agli altri PIIGS – si è rivelata sotto molti profili fallimentare.