A rigore, l’Italia non potrebbe spostare l’obiettivo di medio termine, e cioè quello di raggiungere un saldo strutturale a zero nel 2017 e anche un indebitamento nominale a zero nel 2018. Tanto più che a causa della cattiva congiuntura prima e delle riforme approvate poi l’Italia ha già usufruito di una certa flessibilità nel 2015 e già anche per il 2016. Nel 2016 inoltre dovremmo, in base alle regole, cominciare a ridurre il debito superiore al 60 per cento del Pil di un ventesimo l'anno. Vi sono margini, ma non facili da ottenere.