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Gianni Silvestrini

L'italia delle rinnovabili di fronte a una nuova fase, ma bisogna evitare scelte sbagliate.

L'Italia ha un ruolo di apripista. La quota fotovoltaica, 8 per cento della produzione 2013, è la più elevata del mondo. Adesso occorre capire quali scelte strategiche adottare per proseguire in modo non traumatico la transizione tra la produzione centralizzata del secolo scorso e la generazione distribuita che caratterizzerà sempre di più il futuro elettrico del Paese.

Le utility potranno continuare ad essere centrali solo se riusciranno a trasformarsi in maniera radicale.

Sul medio e lungo periodo si rafforzeranno sicuramente altri attori e ne compariranno di nuovi. Ai milioni di consumatori-produttori si affiancheranno, per esempio, i gestori dei “virtual power plants” che rappresentano l’aggregazione di una serie di impianti di produzione elettrica, di sistemi ad accumulo e del governo della domanda.

Clima, decisivo l'appuntamento di Parigi, la corsa contro il tempo è cominciata.

Il rapporto annuale "Greenhouse Gas Bulletin" del Wmo ha segnalato che per evitare l'aumento di due gradi della temperatura per la fine del secolo bisognerebbe "decarbonizzare" il Pil cinque volte di più di quanto avviene oggi.

Clima: l'accordo Usa-Cina, importante ma non sufficiente. Decisiva l'intesa nel prossimo summit mondiale di Parigi.

Obama, in difficoltà, potrà depotenziare molte argomentazioni dei repubblicani e consolidare alcuni obiettivi annunciati, come la riduzione del 30% delle emissioni di CO2 delle centrali termoelettriche al 2030 rispetto al 2005. In Cina gli interessi della green economy si rafforzeranno, limitando il ruolo di strutture consolidate di aree tradizionalmente forti come quella del carbone.

Energia, terzo seminario Nens: il percorso da seguire per fronteggiare gli impegni sul clima e rafforzare la base produttiva delle fonti rinnovabili.

Le relazioni di Gianni Silvestrini, Tullio Fanelli e Luigi De Paoli. L'intervento di Pier Luigi Bersani. In Italia vi è stata una crescita molto rapida e mal gestita che ha portato ad un raddoppio della quota di rinnovabili nell’ultimo quinquennio, con valori che ormai superano un terzo della domanda elettrica (36% nel 2014). Ma a fronte di incentivi molto elevati.