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Vincenzo Visco

Equitalia va riformata assolutamente, ma la riscossione coattiva delle imposte non si può eliminare.

Non c’è un motivo logico per cui non possa funzionare, se affidata ad una gestione onesta e competente. Del tutto cervellotica invece appare la posizione di chi vorrebbe trasformare Equitalia in un ente pubblico autonomo dall’Agenzia, in quanto la riscossione coattiva non è altro che l’ultimo livello del processo di accertamento, che non può che rimanere (rientrare?) sotto il controllo degli enti impositori.

Piketty, la distribuzione del reddito e gli economisti classici. Riflessione sulla polarizzazione tra super ricchi e massa dei poveri.

La contrapposizione tradizionale tra proprietari dei mezzi di produzione salariati appare oggi sfuocata; le diseguaglianze non dipendono solo dalla distribuzione tra profitti e salari, e né i profitti né i salari sono oggi quelli tradizionali. La contraddizione principale sembra essere quella che conduce a una polarizzazione tra un manipolo di super ricchi e una massa di “poveri”, con la progressiva scomparsa del ceto medio.

Visco: Ma quale flessibilità! In Europa bisogna cambiare verso alla politica economica sbagliata seguita fin qui.

Il nostro Paese non avrebbe dovuto chiedere nessuna flessibilità particolare, ma promuovere un dibattito esplicito sulla linea di politica economica seguita negli ultimi 4 anni, sui suoi risultati e sulle alternative possibili sia a livello teorico che pratico, dal momento che il fallimento della strategia seguita sia per quanto riguarda la politica fiscale che quella monetaria è sotto gli occhi di tutti.

Visco: non ha senso la polemica sull'efficacia degli 80 euro, che riflette solo il tradizionale conflitto distributivo tra profitto e salari.

L’alternativa che viene prospettata è quella di concentrare gli sgravi sul costo del lavoro a carico delle imprese e in particolare sull’Irap. Ma la polemica attuale riflette un tradizionale conflitto distributivo tra profitto e salari in presenza di risorse scarse, e non dovrebbe sorprendere il fatto che Renzi abbia (per la prima volta dopo molto tempo) optato per i salari.

Visco: il piano Juncker è una illusione

Una leva finanziaria poco credibile. Le opere da finanziarie sarebbero solo quelle che generano un reddito. Non si sa se il contributo degli Stati venga poi computato ai fini del patto di stabilità. Questo piano conferma che l’ossessione contabile dei Paesi nordici continua ad essere la vera bussola che orienta le scelte di Bruxelles.

Corruzione, se ne parla tanto, ma non sembra che vi sia il consenso per una politica di contrasto esplicito e radicale all'illegalità.

Molti esempi: dalla volontary disclosure al decreto fiscale di fine anno. E con la legge elettorale, tra capilista bloccati e preferenze, si va verso un aumento delle spese elettorali e un forte rischio di scambio e voto clientelare.

La banca che ci manca: Pier Luigi Ciocca delinea i diversi modi di concepire il compito delle banche centrali, e indica la via dell'autonomia e della discrezionalità.

Istituzioni forti, tutelate dalla legge, poste al riparo da incursioni esterne (di tutti i tipi), e in grado di muoversi rapidamente con autonomia, discrezionalità, responsabilità, se si pensa che il capitalismo sia endemicamente instabile. Istituti che devono invece funzionare sulla base di regole stabilite dalla legge e non discrezionalmente, se si pensa come Ricardo o come Friedman e i monetaristi che il capitalismo e la finanza siano naturalmente in grado di autoregolarsi da soli. Un modello, quest'ultimo, adottato per la Bce, ma ormai in evidente crisi dopo gli scossoni del 2007-2008.

Accordo Italia-Svizzera. Un passo in avanti, ma la lotta ai paradisi fiscali e all'evasione non deve fermarsi.

Rimangono ancora Paesi che non hanno firmato gli accordi OCSE sullo scambio di informazioni. Ma soprattutto rimane aperta la questione dell’elusione fiscale delle società multinazionali la cui rilevanza è stata sollevata presso l’opinione pubblica dallo scandalo LuxLeaks. In tale contesto le pressioni esercitate perché in Italia l’elusione fiscale venga integralmente depenalizzata non dovrebbero ottenere l’attenzione e l’adesione che stanno invece ottenendo.

Visco: occorre ridiscutere l’impostazione della politica economica in Europa. Il governo italiano sia protagonista

Se è giusto che alcuni Paesi, come l’Italia, mantengano una politica di bilancio prudente, altri, e in primis la Germania, devono porre in essere politiche espansive sino ad annullare l’abnorme surplus commerciale. Per l’intera eurozona si pone inoltre un problema di ristrutturazione del debito per poter rilanciare la crescita. Il governo italiano non può limitarsi a cercare di ottenere qualche margine di flessibilità nei conti; deve rendersi protagonista di una proposta di revisione profonda delle politiche europee.

Accordo Grecia. Visco: violenza e prevaricazione. Sono state poste le basi materiali e politiche per la fine dell’euro

Come negli anni Trenta in Germania montò il risentimento e il desiderio di rivalsa di un popolo nei confronti dei Paesi che avevano imposto gli accordi irragionevoli di Versailles, così ora accadrà nei confronti della prepotenza della Germania.

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