La sovrastima delle previsioni, la scarsa efficacia delle scelte del governo ai fini della crescita dell’economia (in realtà la manovra, contrariamente a quanto viene affermato, non è espansiva); la rinuncia all’attuazione di un’efficace lotta all’evasione fiscale che avrebbe potuto portare le risorse per ridurre stabilmente le imposte, alleggerire il costo del lavoro e fare gli investimenti. E’ questo in estrema sintesi il giudizio sulla legge di stabilità e sulle previsioni del governo contenuto nel Rapporto sugli andamenti della finanza pubblica pubblicato dal Nens, il centro studi fondato da Vincenco Visco e Pier Luigi Bersani. “In buona sostanza, al margine e in estrema sintesi, la manovra – si legge nel Rapporto del Nens - consiste in una riduzione netta di entrate (tasse) di 3,3 miliardi compensata da un taglio di spesa pubblica di poco superiore: 3,5 miliardi (lo 0,2 % circa del Pil)". Il Nens suggerisce di adottare una diversa linea di politica economica e formula proposte precise.