Il numero di persone che vive in povertà assoluta, sostiene la Caritas nel Rapporto 2015, è più che raddoppiato nel giro di sette anni, passando da 1,8 a 4,1 milioni tra il 2007 e il 2014 (Istat ). La trasformazione è tuttavia anche qualitativa: sono cioè mutate le caratteristiche delle persone che vivono in povertà assoluta. Infatti, da un lato si sono aggravate e cronicizzate le condizioni di chi già viveva in povertà e dall’altro nuove categorie sociali si sono ritrovate sotto la soglia di povertà. Se in termini assoluti, la povertà continua a colpire in modo molto più consistente i gruppi sociali tradizionalmente più deboli, ovvero quelli esclusi dal lavoro (un nucleo su 5 vive sotto la soglia di povertà), tuttavia è triplicata la percentuale di nuclei con almeno una fonte di reddito che vive la medesima condizione (oggi circa uno ogni 20).