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Le chiacchiere su Corbyn-Blair come se fossero in gioco terza via o socialdemocrazia sono una caricatura: quel capitalismo e quella socialdemocrazia non esistono più. Il mondo ha di fronte sfide nuove.

Migrazioni di massa, la robotica applicata ai servizi e cambiamento della struttura produttiva e del lavoro, il cambiamento climatico, il superpotere della finanza, le armi automatiche gestite dall'intelligenza artificiale: il confronto tra Terza via e vecchia socialdemocrazia era un problema negli anni Novanta e a cavallo del nuovo millennio. Ora è storia. Davanti ci sono nuovi problemi. E la necessità, per i progressisti, di trovare nuovi progetti per affrontare il futuro. Pensare di poter governare l'oggi con le ricette messe a punto per il mondo di ieri è senza senso.

Allarme rosso sulla crescita globale. Bce e G20 prevedono un rallentamento e invitano i paesi avanzati a spingere sulle politiche per lo sviluppo.

“Sono emersi di recente nuovi rischi al ribasso per le prospettive di crescita e inflazione". Ha spiegato Mario Draghi, governatore della Bce, nella conferenza stampa dopo la riunione del board di Francoforte. E ha annunciato la volontà di sostenere in ogni modo la ripresa nell'Eurozona. I tecnici del G20 vedono grigio per i paesi emergenti e invitano i paesi più avanzati a spingere sull'acceleratore della ripresa. In allegato il discorso di Draghi e il documento di base preparato dagli sherpa in vista della riunione del G20.

Lloyd's e Cambridge mappano i rischi per oltre 300 megalopoli nel mondo

Roma, Milano, Torino, Napoli dovrebbero produrre nei prossimi dieci anni 499 miliardi di dollari di Pil l'anno, ma quasi il dieci per cento potrebbe andare in fumo per una delle minacce prese in considerazione dalla ricerca, dal crollo dei mercati fino alle inondazioni. In allegato le tabelle dei LLoyd's per le quattro città italiane e l'intera ricerca di Cambridge.

La crescita mondiale potrebbe indebolirsi senza forti politiche per la crescita

Lo dicono gli ultimi dati dell'Ocse e le analisi del Centro studi della Confindustria, che rilancia addirittura i timori di una stagnazione secolare. L'Italia, che pure non presenta dati da brindisi felice, in questa fase risulta tra i Paesi più performanti d'Europa. In allegato gli ultimi documenti Ocse, Csc, Banca d'Italia.

Battere le disuguaglianze per favorire la Crescita, perfino i grandi di Davos ora lo suggeriscono. La mappa della disuguaglianza in Europa

Il primo studio del World Economic Forum (in allegato) sull'inclusione sociale mette a nudo la difficoltà dei principali Paesi del mondo a superare le disuguaglianze. E arriva perfino a suggerire che potrebbe essere utile una crescita della tassazione dei più ricchi. L'Italia è tra i Paesi con i peggiori risultati. In allegato la mappa della disuguaglianza in Europa che emerge nell'ultimo rapporto di Oxfam. In Italia il 20 per cento dei più ricchi controlla il 61,6 per cento della ricchezza netta, mentre il 20 per cento dei più poveri appena lo 0,4.

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