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blog di Nicola Delduce

Flat Tax e Evasione

I sostenitori della Flat Tax ritengono che essa avrebbe l’effetto di ridurre l’evasione fiscale. Infatti - si dice - se l’aliquota più elevata scendesse dal 43% attuale al 20%, la convenienza ad evadere si ridurrebbe drasticamente (di ben 23 punti percentuali). Le cose tuttavia sembrano stare diversamente.

L'Italia rallenta.

I dati dell’IstaT sulla produzione industriale pubblicati lunedì 11 giugno portano il segno meno su base trimestrale. Più esattamente -1,2 per cento rispetto a marzo 2018. Nel comunicato stampa diffuso si legge che, “l’indice destagionalizzato mensile mostra una crescita congiunturale solo nel comparto dei beni strumentali +0,7 per cento; diminuiscono invece tutti gli altri raggruppamenti: energia -4,8% per cento, beni di consumo -1,3 per cento e beni intermedi -1,1 per cento”.

Economia: Ciocca, “Il nuovo governo è la vera incognita”

Pierluigi Ciocca, per 40 anni in Banca d’Italia, spiega che più dello spread conta il tasso di interesse sul debito pubblico e che il nostro rapporto deficit Pil non è poi così drammatico come testimoniano i dati del Fondo monetario internazionale. Proseguendo su quanto fatto finora si potrebbe ridurre progressivamente il debito.  Ma per ottenere risultati positivi occorrerebbero buoni investimenti pubblici e una seria lotta all’evasione. Ora però c’è l’incognita del nuovo governo.

Le colpe della Germania

"Per due volte nel XX secolo la Germania con mezzi militari ha distrutto se stessa e l'ordine europeo. Poi ha convinto l'Occidente di averne tratto le giuste lezioni: solo abbracciando pienamente l'integrazione d'Europa abbiamo conquistato il consenso alla nostra riunificazione. Sarebbe una tragica ironia se la Germania unita, con mezzi pacifici e le migliori intenzioni, causasse la distruzione dell'ordine europeo una terza volta. Eppure il rischio è proprio questo"

Bastano due aliquote al 4 e al 18,5% si eviterebbero 5 miliardi di evasione.

Nelle Considerazioni finali del 29 maggio scorso è contenuto il suggerimento di non avere «pregiudizi nei confronti dell'aumento delle imposte meno distorsive». Questa affermazione è stata interpretata, correttamente, come un'indicazione a favore di un intervento sull'Iva anche attivando le clausole di salvaguardia.

Le posizioni di Savona possono crearci dei problemi.

Intervista a Vincenzo Visco, pubblicata oggi sul Corriere della Sera, di Mario Sensini.

Professor Vincenzo Visco, è preoccupato dal nuovo governo, dall'arrivo di Paolo Savona all'Economia?
«La persona ha tutte le caratteristiche e la credibilità per fare il ministro del Tesoro. Ma ha due problemi non da poco. Applicare un programma di governo che lui sa bene essere inattuabile nelle condizioni attuali, confrontarsi con l'Europa avendo Lega e M5S che prospettano una soluzione pericolosissima, l'uscita dall'euro».

Economia | I dazi di Trump e le politiche tedesche

La minaccia di Trump di imporre dazi su alcuni prodotti europei, a cominciare dalle auto, ha destato scandalo e risentite polemiche. Ma in realtà il Presidente Usa, al di là della sua rozzezza, del suo unilateralismo arrogante, pone un problema non banale che ha a che vedere, ancora una volta, con la Germania e le sue politiche mercantiliste, nonché col QE della BCE

L'Economia tradita dalla sinistra

Caro direttore, la crisi della sinistra è evidente nei Paesi occidentali. La seconda metà del XX secolo è stata l'epoca della sinistra, egemone sul piano culturale e per quanto riguarda le strategie economiche. Il compromesso keynesiano (o socialdemocratico) aveva creato sistemi economici "misti" caratterizzati da una crescita sostenuta, piena occupazione, Welfare State, redistribuzione del reddito, riconoscimento del ruolo dei sindacati e dei corpi intermedi, internazionalizzazione delle economie sotto controllò degli Stati, programmazione economica, controllo della politica sull'economia.

Cambridge Analytica: Zuckerberg di fronte a Senato e Congresso, "Servono regole"

Il 17 marzo 2018 grazie al New York Times e a The Observer, ha ufficialmente preso il via lo scandalo “Cambridge Analytica”, la società di comunicazione politica che avrebbe rubato 87 milioni di profili di utenti Facebook allo scopo di produrre campagne mirate per partiti o cause conservatrici. I vertici di CA sono anche stati registrati da telecamere nascoste mentre cercavano di vendere a finti clienti tecniche di distruzione dell’immagine pubblica di avversari politici attraverso l’uso di prostitute e corruzione.

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