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Riforma della Pa, le cose buone che ci sono e quelle che mancano

Bene i tempi, la centralità della presidenza del Consiglio, la definizione della Pa e l'insieme delle misure. Bisogna riorganizzare con piani industriali. Mancano: una vera staffetta generazionale, un meccanismo di valutazione della dirigenza e un progetto concreto per ripensare la Pa dal punto di vista tecnologico.

Riforma della Giustizia, bene l'avvio sul civile, ma dobbiamo pensare presto anche al penale.

Depenalizzazione. Pena. Processo. Alcuni punti cardine per riflettere sulla riforma. Per un Paese più civile, una democrazia e una economia sane. Fino ad oggi è cresciuta l’impunità dei poteri criminali e dei reati del potere, o della grande criminalità organizzata o della grande corruzione, mentre si è sviluppato un irrigidimento antigarantista della repressione penale a danno dei ceti più poveri e marginalizzati, quali ad esempio immigrati, tossicodipendenti e disoccupati. Bisogna cambiare.

Contraddizioni e incongruenze, economiche e non, di un eventuale intervento sulle pensioni.

Con un intervento sulla differenza tra retributivo e contributivo a rimetterci di più sarebbero commercianti e artigiani. Se si parla di pensioni più alte, magistrati e professori universitari. Due logiche completamente diverse. Forse si dovrebbe riflettere meglio. Molte complicazioni e scarsi risultati.

Visco: un errore chiedere flessibilità. Bisogna fare una battaglia esplicita per cambiare la politica europea. In Italia altro che pensioni, fondamentale la lotta all'evasione.

Ha fatto Bene Renzi a smentire la richiesta di flessibilità e l'intervento sulle pensioni, perché sarebbero due errori. In Italia basta tagli con l'accetta alla spesa pubblica, figli di una visione ideologica che ha prodotto solo guai. Pensare oggi a toccare le pensioni significa comprimere i consumi. Le riforme sono necessarie, ma è illusorio pensare che bastino per produrre più crescita. Per averla deve cambiare la politica europea, la Germania deve consumare di più e vanno fatti massicci investimenti pubblici in tutti i paesi. In Italia le risorse per ridurre le tasse, come è necessario, si possono trovare riducendo l'evasione fiscale.

Per uscire dalla recessione servono le liberalizzazioni (che sono di sinistra).

Occorre rendere più efficiente il Paese; l’unica strada per farlo senza ledere i diritti collettivi sono le liberalizzazioni. Una riduzione delle rendite nel settore dei servizi al livello medio degli altri Paesi dell’euro porterebbe a un aumento del reddito pro-capite in Italia dell’11 per cento.

L’Italia e l'Iraq: l'Europa nel solco di Obama.

Il governo italiano agisce in sintonia con la linea formulata dal presidente Barack Obama, che è molto sensata, malgrado le forti critiche arrivate in Usa da destra e da sinistra.

Prelievo sulle pensioni: improvvisazione e problemi giuridici

L'incostituzionalità di un'ulteriore forma di prelievo, oltre al fisco e al contributo di solidarietà già in vigore, sarebbe palese. Come per il prelievo attuale, sarebbe di fatto un tributo imposto solo ad alcuni cittadini.

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