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La Confindustria corre in soccorso dell'Italia (e del governo) e chiede più flessibilità all'Europa

Tempi di rientro dagli squilibri dei conti pubblici meno stringenti. questa la principale richiesta.In allegato il testo integrale del Centro studi Confindustria

Italia e Eurozona restano in deflazione. Conti pubblici più difficili.

I prezzi al consumo a marzo e i prezzi alla produzione industriale in febbraio calano ancora rispetto ad un anno fa. Anche nell'intera Eurozona prezzi in calo. Segno che una crescita un po' più robusta è, purtroppo, ancora una speranza. Più difficile per tutti i governi tenere i conti pubblici entro i limiti previsti. In allegato i testi integrali Istat.

Risparmi e investimenti, deficit pubblici e attivi commerciali

Anche se l’occupazione tedesca non è tutta positiva, con i sette milioni circa di mini-job, almeno è a livelli molto più bassi di quella degli altri tre paesi. I quali hanno già perso varie occasioni per ridiscutere la filosofia della politica economica comunitaria, ponendo questa domanda: perché l’Unione europea, ed in particolare l’area euro, abbia deciso di dare un bel contributo alla stagnazione secolare.

I dati Istat confermano: anche febbraio indica che, dimezzati gli incentivi, sta finendo il miracolo dell'occupazione.

Il calo occupazionale è determinato dai dipendenti (-92 mila i permanenti e -22 mila quelli a termine), mentre registrano un lieve recupero gli indipendenti (+17 mila). Per i dipendenti a tempo indeterminato si tratta del primo calo dall'inizio del 2015. In allegato il testo dell'Istat.

Istat: la pressione calata dello 0,1 per cento

Con lo sgravio contributivo per i nuovi assunti il calo avrebbe potuto essere più ampio. Bisognerà verificare se la differenza è stata colmata da un recupero dell’evasione fiscale o da un incremento delle imposte.

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