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Previdenza, la realtà è diversa dalle versioni di comodo: problemi ci sono, ma il sistema italiano è più equilibrato di quanto si dice ed è in linea con l'Europa

In allegato il Terzo Rapporto con il bilancio previdenziale complessivo redatto dal centro studi Itinerari previdenziali, con le presentazioni di Brambilla, Geroldi, Golini, Onofri. Se si misurasse il peso della previdenza in senso stretto, al netto dell’assistenza e delle tasse che i pensionati pagano allo Stato (una partita di giro tra dare e avere), si scoprirebbe che lo scostamento rispetto alle entrate per contributi è assai basso, 560 milioni di euro (anno 2014). Il rapporto spesa su Pil scenderebbe da oltre il 15 al 10,7 per cento del Pil. La confusione tra assistenza e previdenza favorisce solo chi vuol risolvere una parte dei problemi dei conti pubblici con il taglio delle pensioni. Il danno delle continue proposte di modifica.

Per la Corte dei conti la spending rewiev è un parziale insuccesso

In allegato la relazione del presidente della Corte, Raffaele Squitieri alla cerimonia di apertura dell'anno giudiziario 2016.

L'Italia invecchia e fa meno figli

Gli indicatori demografici dell'Istat descrivono un Paese dove le nascite toccano il minimo storico e le morti il picco massimo.

Markit Pmi, ennesimo segnale di rallentamento per l'Eurozona e per la Germania

L'indice di febbraio sceso da 53,6 a 52,7. In allegato i comunicati integrali per gli indici relativi all'Eurozona e alla Germania.

Inflazione, calma piatta: meno 0,2 su dicembre, più 0,3 anno su anno.

A gennaio 2016, l'indice NIC, al lordo dei tabacchi, diminuisce dello 0,2% rispetto a dicembre e aumenta dello 0,3% nei confronti di gennaio 2015 (era +0,1% a dicembre), confermando la stima preliminare.

L'Europa al bivio: sviluppo o mediocrità digitale.

Mercato unico, abbattimento delle barriere e omogeneizzazione delle regole sul copyright e dei regimi di Iva. Queste, secondo il World Economic Forum sono le scelte da fare. In allegato il documento del Wef su Europa 2016-2017, dove non si parla solo di digitale.

Cinque proposte italiane per dare una diversa spinta all'Unione monetaria.

In allegato il testo ufficiale presentato dall'Italia a Bruxelles. Tenere conto dell'andamento dell'inflazione nelle regole di bilancio, creare un meccanismo comune di assicurazione contro la disoccupazione, emettere bond comuni per finanziare la gestione comune delle frontiere, attribuire alla zona euro una capacità di bilancio gestita da un ministro delle finanze dell'unione monetaria, fare dell'European Stability Mechanism il perno finanziario di uno stadio di ulteriore integrazione della zona euro.

Fatturato e ordinativi industria: 2015 con finale in flessione. Un altro segnale di rallentamento.

A dicembre il fatturato dell'industria, al netto della stagionalità, registra una diminuzione dell'1,6% rispetto a novembre (-1,7% sul mercato interno e -1,4% su quello estero). Negli ultimi tre mesi, l'indice complessivo registra una flessione dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti (-0,3% per il fatturato interno e +0,6% per quello estero).

Rapporto Istat sulla competitività dei settori produttivi: l'Italia migliora ma i problemi restano molto pesanti.

L’andamento degli occupati nel 2015, misurato dalle stime mensili dell’indagine campionaria sulle forze di lavoro, mostra una fase di crescita significativa, seguita, tuttavia, da un ripiegamento dell’occupazione complessiva dall’autunno in un contesto di progressiva riduzione della disoccupazione, soprattutto giovanile. Leggi il rapporto integrale.

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