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Commissione Ue e Bce confermano: crescita debole, inflazione lenta, più deficit e molti rischi per tutta l'Eurozona, a cominciare dall'Italia.

In allegato in Rapporto d'inverno della Ue e il bollettino economico della Bce. In Italia il Pil crescerà di meno (1,4 invece dell'1,5) e il deficit strutturale lieviterà nel 2016 di tre quarti di punto. I rischi da Cina, aumento dei tassi Usa, la bassa crescita dei mercati emergenti.

La produzione industriale cresce in media dell'1 per cento nel 2015, ma in finale d'anno segna un arretramento. E il consumo di energia elettrica cala a gennaio.

In aumento dell'1 per cento nella media del 2015, ma in calo a dicembre su novembre e nell'ultimo trimestre rispetto a quello precedente. Non solo: a gennaio il consumo di energia elettrica è sceso dell'1 per cento rispetto a dicembre e dell'1,7 per cento rispetto a gennaio 2015.

Abbiamo raggiunto il picco del debito pubblico? Dipende da molte variabili.

Il rapporto debito pubblico – PIL è per noi italiani l’indicatore più delicato, poiché, se escludiamo la Grecia, il nostro è il livello più elevato tra tutti i paesi europei. Il governo sostiene che questo sarà l’anno della svolta, nel senso che il debito, al 132,8% a fine 2015, comincerà a ridursi, dapprima lentamente ma poi sempre più velocemente. Probabilmente il governo ha ragione, ma una piena certezza non c’è: le variabili e i rischi sono numerosi.

I mercati finanziari odiano i tassi in rialzo, la crescita latita e la Federal Reserve Usa si arrende

Di fronte al Congresso Usa Janet Yellen annuncia che per ora non ci saranno ulteriori rialzi dei tassi. Poi si vedrà. Ma riconosce che vi sono rischi tangibili all'orizzonte. Leggi il testo integrale di Janet Yellen.

Il debito pubblico nel 2015 ha toccato i 2.169,9 miliardi di euro, il 132,4 per cento del Pil

Il debito consolidato delle Amministrazioni centrali nel 2015 è cresciuto di 40,5 miliardi, a 2.077,5 miliardi, mentre quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 6,6 miliardi, a 92,3. Il debito degli Enti di previdenza si è ridotto di 0,1 miliardi. Leggi il bollettino Bankitalia

Nella media del 2015 crescono export e import. Dicembre però segna un calo di fine anno.

Nella media del 2015 sono in crescita sia le esportazioni (+3,7% in valore, +1,9 in volume) sia le importazioni (+3,3% in valore, +7,1% in volume).

Dall'Ocse un pugno nello stomaco: nel 2016 rallenta la crescita nel mondo (+3,3), in Europa (+1,4) e in Italia (solo +1 per cento).

Se queste stime si avverassero, in Italia ci sarebbero conseguenze per le entrate, il deficit e il rapporto debito Pil. I suggerimenti dell'Ocse: politiche monetarie accomodanti e investimenti pubblici. I rischi per le fibrillazioni della finanza e l'instabilità politica. Leggi le previsioni dell'Ocse in allegato.

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