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Ocse, cresciuta in modo esponenziale la disuguaglianza tra ricchi e poveri

Nel 1980, il più ricco 10 per cento della popolazione nei paesi OCSE guadagnava 7 volte più del 10 per cento più povero. Ora guadagna quasi dieci volte di più. Leggi il dossier integrale.

Vuoi più produttività? Più ricerca, campo aperto alle multinazionali, più liberalizzazioni nel mercato del lavoro. L'Ocse sostiene la ricetta liberista.

La crescita della produttività è rallentata in molti Paesi Ocse, ma non tanto per le aziende che operano in mercati aperti alla concorrenza internazionale. L'Ocse prende le mosse da qui per le indicazioni sulle politiche da seguire per un recupero. Leggi il rapporto integrale.

Istat e Banca d'Italia presentano i fatti e testimoniano che la ripresa, oltre ad essere davvero modesta, potrebbe correre il rischio di una frenata.

Prezzi al consumo, produzione e proiezioni economiche della Banca d'Italia (in allegato i tre testi integrali) segnalano la necessità di una politica più espansiva per raggiungere risultati anche limitati. E la legge di stabilità appena varata, come testimonia l'ultimo rapporto del Nens sulla finanza pubblica, non è poi espansiva come si dice.

Eurostat certifica che la pressione fiscale in Italia è assolutamente in linea con l'Europa, dove è preceduta da Danimarca, Francia, Belgio Finlandia, Austria.

Dati Eurostat relativi al 2014. La percentuale più alta di imposte e contributi sociali in percentuale del PIL nel 2014 è stata registrata in Danimarca (50,8%), seguita da Belgio e Francia (entrambi 47,9%), Finlandia (44,0%), l'Austria (43,8%), l'Italia e la Svezia (entrambi 43,7%). All'estremità opposta della scala, Romania (27,7%), Bulgaria (27,8%), Lituania (28,0%) e Lettonia (29,2%).

La retorica contro i corpi intermedi e gli accordi con i sindacati rischia di vanificare l'occasione storica dell'accordo tra Cgil, Cisl e Uil

La polemica della Confindustria e l'atteggiamento del governo hanno fatto passare in secondo piano i contenuti dell'accordo tra i sindacati confederali per la riforma del modello contrattuale. E' un errore. L'opportunità di riunire il mondo produttivo attorno a un obiettivo comune, positivo per tutto il Paese, andrebbe colta con un confronto sul merito. In allegato il testo integrale della proposta sindacale e l'appello di alcuni economisti italiani.

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