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Ruggero Paladini

Paul De Grauwe dimostra, dati alla mano, le ripercussioni sulla crescita economica dei limiti imposti alla Bce.

Tre anni fa l'economista belga scrisse che la Gran Bretagna presentava squilibri più accentuati della Spagna nel deficit e nel debito, ma pagava interessi più bassi sui titoli pubblici perché in Uk c'era il sostegno della Boe. Ora che Draghi è intervenuto, l'economista ha ripreso il tema dimostrando che la differenza di impostazione ha portato a una minor crescita in Europa continentale.

L'Europa e l'Italia devono uscire dalla trappola della stagnazione.

Continuando sulla strada del fiscal compact gli effetti stessi delle politiche monetarie espansive della BCE saranno compromessi, e non è detto che lo stesso backstop posto da Draghi due anni fa, col famoso “whatever it takes”, riuscirà ad evitare l’esplodere di una nuova crisi dei debiti sovrani.

Contraddizioni e incongruenze, economiche e non, di un eventuale intervento sulle pensioni.

Con un intervento sulla differenza tra retributivo e contributivo a rimetterci di più sarebbero commercianti e artigiani. Se si parla di pensioni più alte, magistrati e professori universitari. Due logiche completamente diverse. Forse si dovrebbe riflettere meglio. Molte complicazioni e scarsi risultati.

Il clima di fiducia rischia di compromettere la ripresa dei consumi

Lo stato di fiducia delle famiglie anticipa di solito l'andamento dei consumi. Nei primi cinque mesi dell'anno è calato da 106,3 a 101,9. Se la tendenza non si inverte è chiaro che potrebbe non esservi ripresa dei consumi nel 2015.

La flat tax de noantri, con perdita di gettito e milioni di dipendenti che ci rimettono

Proposte di Berlusconi (FTB) e di Salvini (FTS). La FTB prevede un’aliquota del 20% e una deduzione di 13.000 euro per ciascun dichiarante; la FTS un’aliquota del 15% e una deduzione di 5.000 euro, ma per ciascun componente del nucleo familiare. Sia Berlusconi che Salvini ci mettono su generosamente oltre sei punti di PIL. Ma la FTS riesce anche in un’impresa non facile: malgrado l’enorme perdita di gettito, nella versione di Salvini ci sono milioni di lavoratori dipendenti che ci perdono.

Germania, lo spauracchio della solidarietà in Europa fa premio rispetto alla certezza di rimetterci.

Paul De Grauwe e Yuemei Ji spiegano in un articolo che con la ripartizione del rischio tra i diversi Stati nel prossimo quantitative easing i tedeschi ci rimetterebbero e che solo la paura di una soluzione solidale li spinge in questa direzione.

Spese ed entrate pubbliche negli anni Duemila, con due evidenze: i limiti della riforma Dini e la leggerezza colpevole di Berlusconi.

Il contributivo pro-quota, proposto a Dini dalla Cgil e respinto dalla Cisl, avrebbe attenuato la rigidità della spesa pensionistica. L'allegra finanza pubblica del centrodestra alla base dell'esplosione della spesa corrente.

Come la spesa di assistenza incide sul tasso di attività. Gli aspetti negativi del reddito di cittadinanza

Le analisi del Cato Institute sull'Europa (ma non sull'Italia, la Grecia, Cipro e Malta). I dati italiani e gli effetti distorsivi sul tasso di attività che potrebbe avere la proposta formulata dal M5s. Negli USA vige da ormai una ventina di anni l’Earned Income Tax Credit (Eitc)

Bail-in alla tedesca: come a Berlino (e tra i funzionari della Ue) la sfiducia verso l'Italia può produrre danni al nostro Paese.

Il bail-in avrebbe un fondamento razionale, ma sarebbe stato bene applicarlo per il futuro e con ampiezza di informazione nei confronti dei risparmiatori. Si è voluto mettere l'Italia nel mirino. E non è finita. Dalla Germania già sono partite ulteriori proposte, in particolare quella per cui qualora un paese che in futuro richieda assistenza al fondo salva-stati, il Meccanismo Europeo di Stabilità (ESM), sia soggetto alla ristrutturazione automatica del proprio debito pubblico.

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